Cultura 

Palazzo Ducale, dopo 22 anni riapre il loggiato. Italia Nostra: «Non è un nuovo progetto, ma il risultato di una lunga battaglia»

La chiusura, realizzata come provvisoria nel 2004, comincia finalmente a essere rimossa. L’associazione ricorda l’accordo raggiunto dopo il contenzioso promosso da Giovanni Spalla e chiede che il nuovo intervento di Renzo Piano rispetti l’identità monumentale dell’Appartamento del Doge

Una struttura installata come soluzione temporanea e rimasta al suo posto per 22 anni. Italia Nostra Genova accoglie con soddisfazione la riapertura di una parte del loggiato al piano nobile di Palazzo Ducale, ma interviene per ricostruire l’origine dell’operazione e rivendicare il percorso che ha condotto alla rimozione del tamponamento.

La chiusura del loggiato risaliva al 2004, quando venne realizzata per rendere possibili le mostre organizzate durante l’anno di Genova Capitale europea della Cultura. Quella modifica, presentata come provvisoria, ha tuttavia alterato per oltre due decenni la percezione di uno degli ambienti più importanti dell’edificio.

La prima riapertura consente ora di recuperare almeno in parte la continuità del piano nobile e la leggibilità di quello che Italia Nostra definisce uno degli elementi più caratterizzanti del capolavoro architettonico progettato da Andrea Ceresola, detto il Vannone, e successivamente trasformato da Simone Cantoni.

Per l’associazione, però, è essenziale chiarire che l’intervento annunciato non nasce con il recente programma di rinnovamento degli spazi espositivi. La rimozione del tamponamento deriva da un percorso di tutela avviato da tempo e confluito nell’accordo transattivo sottoscritto nel giugno 2026, al termine del contenzioso promosso da Giovanni Spalla contro il Comune di Genova e la Fondazione Palazzo Ducale.

L’intesa prevede la rimozione di una prima porzione della chiusura durante il 2026 e il completamento dell’intervento entro la fine del 2027. Al termine dei lavori, il deambulatorio adiacente all’Appartamento del Doge dovrà essere restituito integralmente alla fruizione pubblica.

Italia Nostra attribuisce a Spalla un ruolo determinante nella vicenda, ricordandone la costante attività di vigilanza a difesa dell’integrità del complesso monumentale. Lo stesso architetto aveva progettato e diretto il grande restauro che, più di trent’anni fa, riportò Palazzo Ducale all’uso quotidiano della città, trasformandolo nuovamente in un luogo frequentato da cittadini, visitatori e turisti.

Secondo l’associazione, la decisione della Fondazione Palazzo Ducale di inserire la riapertura nel più ampio programma di riorganizzazione delle aree espositive rappresenta quindi l’attuazione concreta di un risultato già raggiunto sul piano della tutela. Il suo presupposto resta l’accordo concluso dopo il contenzioso e gli impegni formalmente assunti dalle parti.

Italia Nostra esprime contemporaneamente apprezzamento per la decisione del Comune di Genova di celebrare il novantesimo compleanno di Renzo Piano, affidandogli il progetto di rinnovamento dello spazio espositivo dell’Appartamento del Doge, normalmente utilizzato per le mostre temporanee.

Il sostegno al nuovo progetto è però accompagnato da una richiesta precisa: l’allestimento non dovrà tornare a trasformare l’Appartamento del Doge in un percorso chiuso e buio, costruito esclusivamente attorno alle esigenze delle singole esposizioni. Secondo l’associazione, le mostre devono adattarsi al monumento e non oscurarne l’architettura, gli apparati decorativi e la continuità degli ambienti.

Il riferimento proposto è quello di altri grandi palazzi storici italiani, a cominciare dal Palazzo Ducale di Venezia, nei quali gli spazi monumentali vengono percepiti nella loro interezza. Anche a Genova, sostiene Italia Nostra, il visitatore dovrebbe poter comprendere l’unità del piano nobile e riconoscere il valore autonomo delle sale, indipendentemente dall’evento ospitato in quel momento.

Nel futuro progetto dovranno quindi trovare piena valorizzazione gli stucchi e gli apparati decorativi, mentre gli ambienti di rappresentanza dovranno recuperare la propria leggibilità. L’associazione ritiene necessarie opere di restauro coerenti con la storia del complesso, impianti compatibili con la struttura antica e soluzioni espositive completamente reversibili.

Un altro punto riguarda il restauro realizzato oltre trent’anni fa sotto la direzione di Spalla. Per Italia Nostra anche quell’intervento è ormai parte della storia contemporanea di Palazzo Ducale e dovrà essere considerato nel nuovo progetto, evitando trasformazioni capaci di cancellarne o snaturarne le scelte.

L’associazione guarda dunque favorevolmente alla riapertura del loggiato e al coinvolgimento di Piano, ma pone una condizione netta: ogni modifica deve avere come priorità l’autenticità, l’integrità e la comprensione del bene culturale. Gli allestimenti temporanei, per quanto importanti, dovranno rimanere subordinati alla tutela del monumento e alla possibilità per il pubblico di leggerne finalmente l’architettura senza barriere.


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